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Falsa dichiarazione in atto di compravendita

Il venditore che afferma dichiarazioni mendaci al notaio sulla conformità urbanistica dell’immobile tacendone gli abusi edilizi, incorre nel reato penale di falso in atto pubblico.

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In carico al venditore dell’immobile grava l’obbligo giuridico di dire la verità in ordine alla sua condizione giuridica oggetto di alienazione e alla corrispondenza dello stesso agli estremi dei titoli edilizi (Cass. Pen. II n. 28703/2013).

Tale obbligo, non espressamente normato come invece per la Conformità catastale, è preordinato alla tutela d’interessi pubblici correlati all’ordinata trasformazione del territorio, trattandosi quindi di un interesse pubblico prevalente su quello della proprietà privata (Cass. Civ. II n. 28703/2013).

Occorre distinguere in via sintetica che le tipologie di reato potrebbero essere le seguenti:

La suddetta sentenza chiarisce, e ribadisce, che sul Notaio rogante l’atto di compravendita immobiliare non incombe nessun obbligo in quanto è tenuto solo a recepire le dichiarazioni del venditore in ordine all’esistenza degli estremi dei titoli edilizi, trattandosi di obbligo introdotto fin dalla L. 47/85 pena nullità formale del negozio stesso (Cass. Civ. V sent. n. 35999/2008).

Il venditore deve sempre accertarsi della conformità urbanistica dell’immobile anche per i suddetti motivi di natura penale.

Sicuramente il venditore inizierà a porsi domande su come dovrebbe agire; sicuramente la prima domanda che emerge nella mente di ogni soggetto privato è la seguente:

Come deve comportarsi un venditore di immobile per evitare rischi ?

In effetti la signora Marcella, commessa di un negozio, non può conoscere le norme, gli adempimenti e gli strumenti per verificare efficacemente la conformità urbanistica del proprio appartamento proposto sul mercato immobiliare; a dire il vero la materia sta diventando assai complessa anche per gli stessi professionisti e consulenti che operano nel settore.

La nostra risposta/consiglio è la seguente:

Egli deve incaricare un nostro professionista affiliato a far svolgere le opportune indagini per accertare o meno la sua conformità oppure adoperarsi per rendere tale l’immobile prima di proporlo in vendita.

Solo così si opera in regime di buona pratica (best practice) per evitare i possibili rischi, neanche tanto remoti, di essere chiamati a rispondere a richieste di:

Se hai bisogno di consulenza puoi contattarci dal seguente form:


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This Post Has 2 Comments
  1. La due diligence dovrebbe essere predisposta dal venditore e fornita ai potenziali acquirenti per evitare l’insorgere di controversie per vizi e/o difetti presenti nell’immobile oggetto di transazione. Finora se ne è solo parlato ma il problema è che nessuno vuol pagare il tecnico, le parti preferiscono un accordo al buio salvo poi qualora insorgano problemi rivolgersi ad un avvocato per una lite interminabile con costi enormemente superiori.

    1. esattamente Augusto.

      Da questa tua giusta premessa trae origine questo network.
      Grazie per il commento.

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Carlo Pagliai

http://www.studiotecnicopagliai.it/chi-sono/

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