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Promissario acquirente legittimato a regolarizzare l’immobile

Al fine di sanare l’irregolarità urbanistica dell’immobile promesso in vendita ed evitare le conseguenti sanzioni demolitorie, il promissario acquirente può presentare istanza di sanatoria senza consenso, od anche contro la volontà, del proprietario del bene

preliminare


La fattispecie riguardava un contratto preliminare di vendita stipulato nel 1986 avente per oggetto un appartamento di nuova costruzione situato al piano seminterrato e consegnato dal costruttore al promissario acquirente nel giugno 1987.

Il contratto definitivo non poteva essere stipulato a causa di gravi difformità urbanistiche contestate dal Comune, in particolare nelle pratiche edilizie l’alloggio figurava come magazzino e per esso era stata emessa ordinanza di ripristino.

Il promissario acquirente chiedeva la stipula del contratto definitivo previa regolarizzazione della situazione urbanistica, per il quale dovette iniziare avvio l’inizio del contenzioso nel 1997; nel frattempo si adopera per presentare domanda di concessione edilizia in sanatoria al fine di sanare l’irregolarità dell’immobile promessogli in vendita, onde evitare il rischio di ben più gravi conseguenze.

Dopo alcuni anni il condono viene rilasciato, come anche la conseguente agibilità.
Il comportamento “sostitutivo” del promissario acquirente è stato ritenuto corretto, e con sentenza fu disposto il trasferimento esecutivo del bene oggetto del preliminare, ovvero l’esecuzione in forma specifica anche in presenza di sanatoria conclusa in via arbitraria e unilateralmente dall’acquirente.

Tutto questo ha avuto fine con la sentenza di Cass. Civ. II n. 11039/2016 pubblicata il 27 maggio 2016.

Si, hai letto bene: ben trent’anni per vedersi riconosciuto il diritto alla casa.

 

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Carlo Pagliai

http://www.studiotecnicopagliai.it/chi-sono/

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