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Lesson #1: scongiurato acquisto abitazione agricola anziché civile

Qualche settimana fa sono stato contattato da Marco, un ragazzo di circa trent’anni, a cui la signora Marcella aveva proposto l’acquisto del proprio immobile situato nella campagna toscana, un accogliente porzione di colonica distribuita su due piani.

zona agricola toscana

campagna toscana – foto non riferita al caso di specie


Marco e Marcella si conoscevano direttamente perchè lavorano nella stessa ditta di calzature, e il giorno dopo si danno appuntamento a visitare l’appartamento.

Al piano terra c’erano tre ampie stanze, una bella cantina dotata di tini in buone condizioni, oltre alla scala per andare al piano primo, dove ci sono cucina, soggiorno, tre ampie camere, due bagni.

Oltre a questo, erano compresi nella proposta dell’immobile un garage esterno e un resede esclusivo.

A Marco interessa molto l’oggetto, e si accorda con Marcella per una offerta globale omnicomprensiva di 250.000 euro(duecentocinquantamila), pensando quindi a mettere nero su bianco con una sorta di preliminare di vendita.

Qualche anno prima Marco aveva venduto un vecchio appartamento e quindi si ricordava ancora delle formalità che occorrevano per fare una vendita dell’immobile.

Chiese ed ottenne dalla signora copia dei documenti della casa, tra cui l’atto notarile di provenienza in cui compariva scritta “abitazione rurale” come oggetto di vendita.

Marco è un ragazzo fiducioso e positivo, si è diplomato e ha scelto di lavorare in un calzaturificio; è anche un ragazzo curioso e abile col cellulare, e prima di fissare una data per stipulare una sorta di promessa di vendita, si mette a cercare su internet qualche articolo sulle abitazioni rurali.

«... abitazione rurale, vuoi vedere che mi obbligano a fare il contadino con le mucche? » – pensò scherzando tra sè.

Dopo una serie di ricerche, fu attirato da un articolo sulla destinazione d’uso degli immobili, da cui riuscì a capire che se un immobile situato in campagna non fosse stato utilizzato come abitazione di attività agricola, c’era da pagare un botto di soldi per renderlo “civile”, una roba tipo 61 €/mc, diventando circa 40.000 euro per quell’appartamento.

Una grossa somma, e soprattutto imprevista rispetto ai 250.000 euro concordati verbalmente.

Marco si rivolge proprio all’autore di quell’articolo, un ingegnere professionista della Toscana, al quale gli pone alcune domande sul caso.

Al termine del colloquio gli affida l’incarico di accertare l’effettiva destinazione d’uso dell’immobile, in particolare se fosse civile o agricolo, pur essendo abitazione in tutto e per tutto.

Il professionista dopo aver svolto le opportune indagini conferma quanto intuito da Marco, cioè che l’immobile era rurale e che per renderlo civile occorre affrontare quella spesa.

Marco, infastidito dalla cosa contatta subito la signora Marcella per chiedere spiegazioni.

«...Marcella, per avere l’immobile a posto occorre trasformarlo da agricolo a civile, e questa somma di 40.000 € non era prevista dal nostro accordo. Come intendi affrontare la cosa ?» domandò Marco.

«... non sei mica obbligato a cambiarla, finchè al Comune non gli vai a dire nulla la casa rimane così com’è?» rispose lei.

Marco non condivise la risposta e replicò:

«...prima o poi verrà una legge o un qualcosa che mi obbligherà a pagare» disse Marco « e non intendo rimetterci io questa somma che spetta a te ».

Marco, pur rimanendo interessato all’immobile, decise di fargli subito una nuova offerta con un prezzo ribassato andando incontro alla signora, che sapeva bene essere in difficoltà per altre questioni.

«...di questi 40.000 euro 10.000 me li potrei accollare io, però gli altri 30.000 euro te ne fai carico tu, quindi ti offro 220.000 euro» concluse Marco, lanciando la sua offerta ultima.

«...perchè ci devo rimettere io tutti questi soldi ? sono almeno quarant’anni che abito qui e nessuno mi ha mai chiesto la trasformazione in civile abitazione. Succederà così anche per te, stai tranquillo.» 

Invece egli non stava affatto tranquillo, infatti rammentava ancora le parole del suo tecnico, che lo metteva in guarda dal comprare immobili in situazioni simili.

Marco decise quindi di lasciar perdere e di cercare altri oggetti in condizioni più chiare e trasparenti.
Ringraziò molto il professionista, e provvide a pagargli subito la prestazione perchè grazie al suo intervento è riuscito ad evitare una spesa imprevista assai più grande.

 

Tratto da una storia vera; nomi e riferimenti sono stati modificati per motivi di riservatezza.

Carlo Pagliai

 

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